Percorsi per bambini

Anche i bambini possono vivere momenti bui e di difficoltà e, in determinati casi, possono sviluppare una vera e propria sintomatologia che interferisce con la loro serenità e con lo svolgimento della vita quotidiana.

Spesso però i genitori sono poco propensi a portarli in terapia.

Le remore nascono dal fatto che i genitori considerano spesso come trasitori i problemi dei figli, pensando “è passeggerò, con il tempo cambierà…”. Purtroppo non è sempre così.

I problemi dei minori non sono sempre transitori.

Il tempo non sempre aiuta...

Capita così che, quando si decidono a portare il bambino in studio, la situazione risulta compromessa, sia per il piccolo che per i genitori.

Per questo è consigliabile prevenire il deterioramento della situazione, anche perché un bambino è nel pieno dell’età evolutiva. Ciò significa che si evolve, ed è quindi maggiormente probabile che un intervento psicologico possa dare buoni frutti.

Se è accaduto un evento traumatico, è ancora più necessario intervenire con tempestività, poiché non è vero, come si credeva un tempo, che i bambini piccoli “tanto non capiscono”. Capisco moltissimo, molto più di quello che possiamo pensare e, se non trovano spiegazioni, si addossano la colpa di quanto accaduto.

Un’altra remora nasce dal fatto che si pensa che il percorso debba essere necessariamente molto lungo. Di solito in 3-6 mesi, a cadenza settimanale, si può riuscire ad aiutare il bambino anche in modo risolutivo. Vi sono, chiaramente, poi particolari che necessitano di interventi più lunghi.

A volte anche gli insegnanti possono segnalare ai genitori la necessità di prestare attenzione e affrontare determinate problematiche del bambino. Per questo è sempre importante che ci sia un buon rapporto di collaborazione tra Scuola e famiglia.

Il mio lavoro con i bambini avviene a stretto contatto con i genitori, che sono gli alleati “per definizione” del lavoro psicologico portato avanti con il bambino.

I primi colloqui si svolgono con i soli genitori. Solo in seguito si organizza l’incontro con il bambino, prima di decidere come procedere.